Un successo a Treviso la giornata sulla Crisi di Impresa con oltre 250 partecipanti

Approfondimenti di alto profilo, confronto tra esperti e un’eccezionale partecipazione dal vivo. Un’intera giornata dedicata agli strumenti per affrontare la crisi d’impresa con visione e competenza. 250 professionisti a Treviso per fare rete e costruire insieme soluzioni sostenibili e operative.

Una giornata intensa tra formazione e networking

Un’energia palpabile e un vivo spirito di condivisione hanno animato la giornata dell’11 aprile 2025 presso il Best Western BHR Treviso Hotel, dove si è tenuta la Giornata del Triveneto “Crisi d’Impresa: Adeguati Assetti, Sostenibilità e Profili Operativi” organizzata da ADCEC delle Tre Venezie in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Treviso.
Con una straordinaria partecipazione di 250 professionisti in presenza, l’appuntamento si è confermato un momento fondamentale per l’aggiornamento e il networking nel dinamico contesto della crisi d’impresa.

Apertura dei lavori e saluti istituzionali

La mattinata ha preso il via con la registrazione dei partecipanti alle ore 09.00, seguita dai saluti iniziali di Michele Sessolo, presidente ADCEC delle Tre Venezie, di Bruno Casciarri, presidente Sez. Procedure Concorsuali del Tribunale di Treviso e del commercialista  Germano Rossi vice presidente dell’ODCEC di Treviso. L’avv. Massimo Zappalà dell’Università di Padova ha introdotto e moderato i lavori, mentre il presidente SAF Alberto Maria Camilotti ha presentato l’ultima pubblicazione su “L’assurance della rendicontazione di sostenibilità”.

I relatori della mattinata


Il primo intervento ha visto il prof. Paolo Bastia dell’Università di Bologna e Luiss “Guido Carli” di Roma approfondire “L’attività di revisione del piano ed il principio di continuità”. Il Prof. Bastia ha delineato lo scenario attuale europeo e le prospettive future, sottolineando come il contesto macroeconomico incerto e la “turbolenza” (pandemia, inflazione, costi energetici) rendano i piani di risanamento particolarmente complessi.

Ha evidenziato la continuità aziendale come principio cardine dell’Economia Aziendale italiana e fine ultimo dell’impresa, distinguendo tra strategie “emergenti” e la pianificazione strategica formale, che attraverso adeguati assetti conduce a piani pluriennali, programmi annuali e un controllo dell’implementazione per mitigare il rischio.

Ha inoltre chiarito come la continuità per le aziende in crisi sia affidata a un piano di risanamento formale e come gli assetti adeguati debbano permettere la predisposizione di tale piano grazie a un sistema di rilevazione contabile efficace. Infine, ha trattato la continuità come going concern e come finalità tutelata dall’art. 2086 c.c., evidenziando la sua importanza anche in relazione ai piani di risanamento e al giudizio di omologazione.


A seguire, il prof. Paolo Benazzo dell’Università di Pavia ha disaminato i “Adeguati assetti e legittimazione all’esercizio dell’iniziativa economica”, fornendo spunti sulla cruciale importanza di strutture organizzative adeguate per la sana gestione aziendale e la prevenzione della crisi.

La dott.ssa Lisa Torresan, Giudice del Tribunale di Venezia, ha offerto una preziosa prospettiva sui “Adeguati assetti e denunzia al tribunale ex art. 2409 c.c.”, illustrando i profili di responsabilità e gli obblighi di segnalazione in presenza di gravi irregolarità nella gestione societaria.

La giudice Lisa Torresan del Tribunale di Venezia, ha trattato il tema degli “Adeguati assetti e denunzia al tribunale ex art. 2409 c.c.”1. La sua presentazione si focalizzerà quindi sul nesso tra l’adeguatezza degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili di un’impresa in crisi e l’obbligo di segnalazione al tribunale previsto dall’articolo 2409 del Codice Civile.

La giudice ha apportato una prospettiva giudiziaria su come viene valutata l’adeguatezza degli assetti in relazione all’emersione di irregolarità e alla conseguente necessità di informare l’autorità giudiziaria.



Il pomeriggio si è aperto con l’intervento di Riccardo Ranalli, dottore commercialista e revisore legale in Torino, che ha illustrato la “Composizione negoziata della crisi: il ruolo del collegio sindacale e del revisore legale”, evidenziando le responsabilità e le funzioni di questi organi nella fase di prevenzione e gestione della crisi attraverso lo strumento della composizione negoziata.



La prof.ssa Stefania Pacchi dell’Università di Siena ha focalizzato l’attenzione sulla “La scelta della reazione alla crisi”, analizzando le diverse opzioni a disposizione dell’imprenditore in difficoltà e i fattori da considerare nella selezione della strategia più appropriata.


Il prof. Massimo Fabiani dell’Università del Molise ha aggiunto ulteriori riflessioni sul tema della crisi d’impresa, arricchendo il dibattito con la sua expertise. Un momento particolarmente interattivo è stata la sessione dedicata alle “Risposte ai quesiti”, testimoniando il vivo interesse e la partecipazione attiva degli intervenuti.

Il pomeriggio: strumenti e responsabilità

Nella seconda parte della giornata i lavori sono ripresi con l’intervento del giudice Salvo Leuzzi, Consigliere della Suprema Corte di Cassazione, che ha trattato i “Misure protettive e cautelari: limiti applicativi”.

Il Consigliere Leuzzi ha fornito un inquadramento dello strumento nel CCII, evidenziando il passaggio da “effetti” della domanda a “misure” integrate nel procedimento unitario. Ha chiarito le definizioni di misure protettive (MP), volte a evitare azioni pregiudizievoli dei creditori sin dalla fase delle trattative, e misure cautelari (MC), emesse dal giudice a tutela del patrimonio o dell’impresa.

Ha illustrato i presupposti per la concessione di MP e MC nella Composizione Negoziata della Crisi (CNC) e nella Liquidazione Giudiziale (LG) e negli altri strumenti, soffermandosi sul perimetro della salvaguardia e sulla durata massima delle misure protettive (12 mesi fino all’omologazione).

Ha inoltre analizzato le MP nella CNC, inclusi lo stay esecutivo e cautelare, l’inerziazione delle autotutele contrattuali e la posizione degli istituti di credito, evidenziando come l’accesso alla CNC non costituisca di per sé causa di sospensione o revoca delle linee di credito. Infine, ha esaminato l’art. 54, co. 2 del CCII in merito alle misure protettive tipiche e atipiche e il relativo regime processuale (art. 55), concludendo con le cause di revoca o modifica delle misure protettive.


Il concordato semplificato è stato al centro della disamina del giudice Alberto Crivelli, anch’egli Consigliere della Suprema Corte di Cassazione, che ne ha evidenziato opportunità e limiti. Il Consigliere Crivelli ha illustrato le caratteristiche del concordato semplificato, tra cui i requisiti per la composizione negoziata, l’assenza di voto e la possibilità di concordato coattivo, l’assenza di un minimo garantito, la possibilità di ricorso “in bianco” e per imprese sotto soglia, e la mancanza di una fase di ammissione formale.

Ha sottolineato la necessità di trattative svolte secondo buona fede e correttezza e l’impraticabilità di altre soluzioni, evidenziando come il creditore debba accettare il concordato semplificato se non ha accolto proposte avanzate in buona fede. Ha poi descritto il procedimento, inclusi i termini per la presentazione della proposta e del piano, gli effetti sulle misure protettive, lo spossessamento attenuato e la sospensione degli interessi, il ruolo del tribunale collegiale senza giudice delegato e le valutazioni di “ritualità”, il parere dell’esperto e la verifica di buona fede.

Infine, ha esaminato il decreto di nomina dell’ausiliario, la comunicazione ai creditori, la fissazione dell’udienza di omologa, le fasi istruttorie e il giudizio di omologazione, con particolare attenzione alla verifica della fattibilità, del rispetto delle cause di prelazione e dell’utilità economica rispetto all’alternativa liquidatoria, nonché le norme applicabili e le procedure di esecuzione.


Infine, il prof. Andrea Zorzi dell’Università di Firenze ha offerto una panoramica sul ruolo di “Amministratori e soci negli strumenti di regolazione della crisi”. Il prof. Zorzi ha trattato la derogabilità della regola della priorità assoluta e la necessità di proteggere gli interessi legittimi degli azionisti senza consentire loro di impedire irragionevolmente l’adozione di un piano di ristrutturazione.

Ha discusso diverse modalità per raggiungere questo obiettivo, come l’esclusione del diritto di voto per i detentori di strumenti di capitale e l’applicazione delle norme sulla ristrutturazione trasversale dei debiti in caso di dissenso. Ha evidenziato la possibile necessità di diverse classi di detentori di strumenti di capitale e le specificità delle PMI.

Ha analizzato l’articolo 12 in merito ai detentori di strumenti di capitale e l’articolo 9 sull’adozione del piano di ristrutturazione e il diritto di voto delle parti interessate. Ha poi esaminato l’articolo 120-bis sull’accesso agli strumenti di regolazione della crisi, sottolineando il ruolo esclusivo degli amministratori o liquidatori nella decisione e nella determinazione del contenuto della proposta e del piano, nonché l’obbligo di informare i soci e i limiti alla revoca degli amministratori.

Ha inoltre trattato l’articolo 120-ter sul classamento dei soci e dei titolari di strumenti finanziari e le loro modalità di voto, l’articolo 120-quater sulle condizioni di omologazione del concordato con attribuzioni ai soci e l’articolo 120-quinquies sull’esecuzione delle operazioni societarie.

Infine, ha menzionato la legittimità della decisione di scioglimento anticipato della società da parte dei soci anche durante il procedimento di accesso a uno strumento di regolazione della crisi (P.B.3) e la rilevanza della considerazione dei soci, soprattutto in sede di omologazione.

Formazione e networking

Per chi non ha avuto l’opportunità di essere presente, l’evento ha rappresentato un’occasione imperdibile per acquisire aggiornamenti di primissima mano sulle normative e le prassi più recenti in materia di crisi d’impresa, grazie al contributo di relatori di altissimo profilo. La giornata non è stata solo un momento di formazione, ma anche una preziosa occasione di networking e scambio di esperienze tra professionisti.

Un ringraziamento ai partner

Una giornata organizzata con la preziosa collaborazione di SAF Triveneta, Banca Ifis, Giuffrè, BP$U Studio, Leyton, Zucchetti, e del Media Partner Radio Veneto 24.

Prossimi appuntamenti


Non perdete il prossimo appuntamento: il 9 maggio 2025 si terrà l’evento “OLTRE LE DICHIARAZIONI FISCALI: Le nuove frontiere della fi scalità tra nuovi modelli e opportunità per i clienti” a Verona.
Restate aggiornati sul nostro sito www.commercialistideltriveneto.org per tutte le novità e le prossime iniziative.


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