Dichiarativi 2026, a Pordenone una Giornata del Triveneto tra tecnica, confronto e comunità professionale

Al Centro dei Magredi circa 200 commercialisti del Triveneto per l’appuntamento dedicato alle novità fiscali dei modelli dichiarativi. Una giornata intensa, organizzata da ADCEC delle Tre Venezie con la collaborazione dell’ODCEC di Pordenone e il supporto del partner SEAC, tra aggiornamento operativo, casi concreti e networking professionale.

C’è un luogo, a San Quirino, dove il paesaggio racconta già molto prima che inizi un convegno. Il Centro dei Magredi “Livio Poldini”, immerso in un territorio fatto di prati magri, ghiaie, biodiversità e orizzonti aperti, venerdì 8 maggio ha accolto circa 200 professionisti arrivati da tutto il Triveneto per una delle giornate tecniche più attese dell’anno: “Novità e opportunità dei dichiarativi 2026”.

Una sede non ordinaria per una giornata non ordinaria. Perché parlare di dichiarativi, nel pieno della stagione fiscale, significa entrare nel cuore vivo dell’attività professionale dei commercialisti: norme che cambiano, modelli che si aggiornano, interpretazioni da consolidare, scelte da valutare con attenzione per imprese, persone fisiche, professionisti e società.

L’appuntamento, organizzato da ADCEC delle Tre Venezie nell’ambito delle Giornate del Triveneto, in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Pordenone, ha confermato ancora una volta la funzione dell’Associazione come luogo di connessione tra territori, competenze e comunità professionale.

I saluti iniziali: il valore di una formazione che nasce dal territorio

Ad aprire i lavori sono stati Michele Sessolo, Presidente di ADCEC delle Tre Venezie, e Francesco Dimastromatteo, Presidente dell’ODCEC di Pordenone e della Conferenza ODCEC del Triveneto.

Nei saluti iniziali è emerso con chiarezza il senso dell’iniziativa: non un semplice aggiornamento tecnico, ma una giornata pensata per dare strumenti concreti a chi, ogni giorno, è chiamato a trasformare la complessità normativa in consulenza, metodo e responsabilità.

La presenza di una sala ampia, attenta e partecipe ha restituito immediatamente la misura dell’interesse. Nonostante il periodo particolarmente intenso per gli studi professionali, circa 200 partecipanti hanno scelto di esserci, confermando quanto la formazione in presenza conservi un valore specifico: consente di ascoltare, porre domande, confrontarsi nei passaggi informali, riconoscersi parte di una rete.

C’è stato poi un passaggio particolarmente significativo, perché la giornata di Pordenone ha rappresentato anche l’ultima Giornata del Triveneto della consigliatura ADCEC guidata da Michele Sessolo. Un momento che il Presidente ha voluto vivere non come un congedo formale, ma come un ringraziamento autentico a tutte le persone che, in questi anni, hanno contribuito alla crescita dell’Associazione: il Consiglio Direttivo, gli Ordini territoriali, le commissioni, le segreterie, le collaboratrici e i collaboratori, i relatori, i partner e, soprattutto, le colleghe e i colleghi che hanno continuato a partecipare, proporre, costruire occasioni di confronto.

Nelle parole di Sessolo è emersa la cifra di un percorso: fare di ADCEC non soltanto un soggetto organizzatore di formazione, ma una comunità professionale triveneta, capace di tenere insieme territori diversi, esperienze diverse e generazioni diverse della professione. Pordenone, con una sala piena e partecipe, ha restituito plasticamente questo risultato: una rete che non si esaurisce in una singola consigliatura, ma che resta patrimonio condiviso dei commercialisti del Triveneto.

Persone fisiche, carichi di famiglia e detrazioni: il primo focus con Leonardo Pietrobon

La mattinata è entrata subito nel vivo con l’intervento di Leonardo Pietrobon, Dottore Commercialista e Revisore Contabile, dedicato alle principali novità del modello Redditi PF 2026.

Il percorso è partito dalla nuova architettura dell’IRPEF, con la conferma della riduzione a tre scaglioni e tre aliquote: 23% fino a 28.000 euro, 35% oltre 28.000 e fino a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Ma il tema si è subito allargato a uno degli aspetti più delicati per la corretta compilazione dichiarativa: la distinzione tra familiari fiscalmente a carico e spese detraibili o deducibili sostenute nel loro interesse.

È uno di quei passaggi che, nella pratica quotidiana, fanno la differenza. Non sempre, infatti, la presenza di un familiare a carico consente automaticamente la detrazione o la deduzione degli oneri. Le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 e dal D.Lgs. 192/2024 impongono una lettura coordinata delle nuove regole, con effetti diretti su figli, ascendenti conviventi, altri familiari e cittadini extra UE con familiari residenti all’estero.

Particolarmente rilevante il focus sulle detrazioni per figli fiscalmente a carico: dal 2025 la disciplina restringe l’ambito di applicazione, confermando l’esclusione per i figli con meno di 21 anni, già coperti dall’assegno unico, e introducendo nuovi limiti per i figli di età pari o superiore a 21 anni e inferiore a 30, salvo i casi di disabilità accertata.

Il lavoro di Pietrobon ha poi attraversato il tema del riordino e della rimodulazione delle detrazioni per oneri e spese, con particolare attenzione all’art. 16-ter TUIR e ai limiti applicabili alle persone fisiche con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Una materia tecnica, ma di grande impatto consulenziale, perché richiede non solo correttezza compilativa, ma anche capacità di spiegare al cliente il perimetro effettivo del beneficio fiscale.

Detrazioni edilizie, locazioni brevi, criptoattività e rivalutazioni

La seconda parte dell’intervento ha portato la sala dentro alcuni ambiti ad alta frequenza operativa.

Sulle detrazioni edilizie sono stati richiamati i principali regimi applicabili nel 2025: Superbonus al 65%, bonus barriere architettoniche al 75% per gli interventi ammessi, recupero edilizio, ecobonus, sismabonus e bonus mobili, con massimali, percentuali e limiti da presidiare con precisione.

Ampio spazio è stato poi dedicato alle locazioni brevi, tema ormai stabilmente presente nella consulenza fiscale, anche per effetto della diffusione degli affitti tramite portali online. Sono stati esaminati il concetto di locazione breve, gli obblighi degli intermediari, il funzionamento della ritenuta, la distinzione tra cedolare secca e regime ordinario, oltre agli esempi di compilazione nei casi di proprietà, comproprietà, sublocazione e comodato.

Uno dei passaggi più significativi ha riguardato la novità dal 1° gennaio 2026 sulla presunzione di imprenditorialità: un tema che richiede attenzione, soprattutto quando il numero di unità immobiliari destinate a locazione breve cresce e muta la qualificazione reddituale dell’attività.

Non meno attuale il capitolo sulle criptoattività, affrontato con taglio dichiarativo: plusvalenze, operazioni imponibili, scambi fiscalmente rilevanti o non rilevanti, azzeramento della franchigia, imposta sostitutiva e obblighi di monitoraggio. Il tutto con un taglio molto concreto, utile a governare casi che, fino a pochi anni fa, erano considerati marginali e che oggi entrano sempre più spesso negli studi professionali.

La mattinata si è chiusa con le rivalutazioni di terreni e partecipazioni, tornate al centro dell’attenzione per le scelte di convenienza fiscale e per la corretta gestione dei quadri dichiarativi.

La pausa pranzo come parte del valore della giornata

Nel programma era indicata come pausa pranzo. Nei fatti è stata molto di più.

Il tempo tra la sessione del mattino e quella del pomeriggio ha restituito una delle ragioni per cui gli eventi ADCEC continuano ad avere una forza distintiva: il confronto tra colleghe e colleghi, lo scambio tra generazioni professionali, il dialogo tra Ordini territoriali, la possibilità di ritrovarsi fuori dall’urgenza delle scadenze.

In un contesto come il Centro dei Magredi, anche il momento conviviale ha assunto un valore particolare: una parentesi di relazione, dentro una giornata tecnica molto densa, capace di ricordare che la professione si costruisce anche attraverso luoghi, incontri e comunità.

Reddito di lavoro autonomo: Marianna Sebastiani tra principio di cassa, rimborsi e nuove regole

Nel pomeriggio i lavori sono ripresi con Marianna Sebastiani, Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Trento, che ha affrontato il tema del reddito di lavoro autonomo.

Il filo conduttore è stato l’art. 54 TUIR e il principio di onnicomprensività, con l’individuazione delle fattispecie che concorrono o non concorrono alla formazione del reddito. Tra i passaggi centrali, la nuova norma di chiusura che consente di assoggettare a imposizione anche le sopravvenienze attive, accanto ai temi della cessione della clientela, delle plusvalenze e della cessione del contratto di leasing.

Molto operativo il focus sui rimborsi spese. La distinzione tra spese sostenute in nome e per conto del cliente, spese sostenute per conto del cliente e addebitate analiticamente, e addebiti forfettari è uno dei punti più sensibili per la corretta gestione del rapporto tra compenso, ritenuta e deducibilità.

Sebastiani ha richiamato anche il principio di cassa, con le eccezioni che impongono di guardare non solo al momento finanziario, ma anche alla natura dell’operazione. Il tema dello scomputo delle ritenute, con riferimento al rigo RE26, è stato affrontato sottolineando la necessità di perfetta coincidenza tra quanto documentato dai sostituti d’imposta, quanto certificato e quanto riportato in dichiarazione.

La relazione ha poi toccato le spese non rimborsate, la deducibilità in caso di procedure concorsuali o esecutive infruttuose, gli ammortamenti, il leasing, il TFR, le minusvalenze, le spese di manutenzione immobili, i beni materiali e immateriali, le spese per alberghi e ristoranti, le spese di rappresentanza, l’aggiornamento professionale e i compensi al coniuge.

Un intervento costruito con un taglio molto utile per chi lavora ogni giorno sulle dichiarazioni dei professionisti: meno teoria astratta, più attenzione ai casi che arrivano realmente sulle scrivanie degli studi.

Reddito d’impresa: plusvalenze, liquidazioni e affrancamento delle riserve

La parte dedicata al reddito d’impresa ha visto il contributo di Paolo Chizzola, Dottore Commercialista e Revisore Legale in Trento, Responsabile del Settore Fiscale presso SEAC S.p.A., insieme alla prosecuzione dell’approfondimento da parte di Marianna Sebastiani su alcuni istituti di particolare impatto.

Chizzola ha aperto uno dei capitoli più rilevanti: la nuova tassazione delle plusvalenze su beni strumentali. Dal 2026 viene meno la possibilità di rateizzare le plusvalenze connesse alla cessione o al risarcimento per perdita o danneggiamento di beni strumentali: le plusvalenze concorrono a formare il reddito per l’intero ammontare nell’esercizio in cui sono realizzate. Una modifica che incide direttamente sulle valutazioni di convenienza, sulla pianificazione e sul calcolo degli acconti.

Altro passaggio di forte rilievo è stato quello sulla tassazione delle società in liquidazione. Il nuovo art. 182 TUIR supera la logica della determinazione provvisoria dei redditi dei periodi interessati dalla liquidazione e introduce una determinazione definitiva, con regole specifiche per lo scomputo delle perdite e per il meccanismo del carry back.

Per le imprese individuali e le società di persone, il carry back è ammesso se la liquidazione si protrae per non più di tre esercizi; per le società di capitali, il limite si estende a cinque esercizi. La relazione ha mostrato non solo la regola, ma anche il suo effetto pratico: perdite residue che possono essere riportate all’indietro, riducendo il reddito dell’ultimo esercizio e progressivamente quello degli esercizi precedenti, con possibili effetti anche in termini di rimborso della maggiore IRES versata.

Il percorso è poi arrivato all’affrancamento straordinario delle riserve in sospensione d’imposta, con imposta sostitutiva del 10% da liquidare nel quadro RQ del modello Redditi 2026. Un tema di grande interesse per società di capitali e società di persone in contabilità ordinaria, perché impone valutazioni di convenienza, lettura delle riserve, effetti fiscali sui soci e corretta rappresentazione contabile.

Maxi deduzione, dividendi, partecipazioni e IRES premiale

La sessione conclusiva ha completato il quadro con alcune misure di forte impatto per imprese e consulenti.

La maxi deduzione per nuovi dipendenti è stata analizzata nei suoi presupposti soggettivi e oggettivi: società, imprenditori individuali, lavoratori autonomi, enti non commerciali per l’attività commerciale e soggetti non residenti con stabile organizzazione. Fondamentale il doppio incremento richiesto: occupazionale dei dipendenti a tempo indeterminato e complessivo a livello di ULA. È stato chiarito anche il perimetro dei soggetti da includere ed escludere, nonché il criterio di determinazione del costo effettivo e del costo complessivo del personale.

Sul fronte della tassazione di dividendi e partecipazioni, il confronto ha consentito di ricostruire un quadro normativo in evoluzione, con particolare attenzione al rapporto tra disciplina finanziaria, decreto fiscale e regime applicabile.

Infine, l’IRES premiale ha rappresentato uno dei temi di maggiore interesse: riduzione dell’aliquota IRES al 20%, soggetti ammessi ed esclusi, condizioni di accesso, accantonamento a riserva, investimenti qualificati, incremento occupazionale e cause di decadenza. Una misura che richiede lettura integrata tra bilancio, investimenti, personale e dichiarazione.

Una giornata che ha unito rigore tecnico e spirito triveneto

Alle 17.30, al termine dei lavori, la sensazione era chiara: la giornata di Pordenone non è stata soltanto un corso sui dichiarativi.

È stata una fotografia della professione nel momento in cui la norma diventa responsabilità operativa. Una giornata in cui i commercialisti hanno potuto confrontarsi su regole complesse, esempi pratici, quadri dichiarativi, scelte fiscali e impatti consulenziali. Ma anche una giornata in cui ADCEC delle Tre Venezie ha confermato il proprio ruolo di piattaforma di relazione tra territori, Ordini, professionisti, partner tecnici e nuove esigenze della categoria.

Un ringraziamento particolare a SEAC, partner della giornata, per il supporto all’iniziativa e per il contributo al percorso di aggiornamento professionale promosso da ADCEC delle Tre Venezie a favore delle commercialiste e dei commercialisti del Triveneto.

Dal Friuli Venezia Giulia al Veneto, dal Trentino all’Alto Adige/Südtirol, il Triveneto professionale si è ritrovato ancora una volta attorno a un tavolo comune. Con la concretezza di chi sa che la formazione non è solo aggiornamento, ma presidio di qualità. E con la consapevolezza che, anche nella stagione più intensa dell’anno, ritrovarsi, ascoltarsi e fare rete resta una delle risorse più importanti della professione.

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