Il punto cieco del MOG sono i flussi informativi: ecco dove nascono le fragilità

Un focus operativo su vigilanza, controllo interno e scambi informativi: cosa cambia per imprese e professionisti, tra whistleblowing e nuove prospettive normative.

Nel dibattito su Modello Organizzativo e presìdi di compliance, c’è un equivoco ricorrente: si tende a valutare la solidità del MOG dal documento, quando la sua efficacia si misura soprattutto su ciò che il sistema riesce a far circolare. È nei flussi informativi — nella loro qualità, tracciabilità, tempestività e capacità di generare azioni correttive — che si gioca la reale “tenuta” di un impianto di controllo.

Proprio questo snodo, spesso dato per scontato e invece determinante, è al centro del seminario online ADCEC dedicato ai flussi informativi del MOG, all’Organismo di Vigilanza e al Collegio Sindacale.

A guidare l’approfondimento sono Giovanni Tretti e Susanna Greggio, avvocati in Vicenza dello Studio Legale GTA, con un taglio orientato alla pratica e alle responsabilità effettive dei soggetti coinvolti. Il confronto entra nel merito della vigilanza sul MOG e della distinzione rispetto alla gestione, del raccordo con un sistema integrato di gestione dei rischi e, soprattutto, di come si disegnano e si governano i flussi: chi informa, su quali contenuti, con quali modalità di comunicazione e con quali evidenze. Non solo management: l’architettura informativa è credibile quando intercetta i punti di emersione del rischio lungo l’organizzazione e quando consente all’OdV di leggere segnali deboli prima che diventino criticità.

Un focus specifico riguarda l’interfaccia tra OdV e Collegio Sindacale, dove la qualità dello scambio informativo incide direttamente sulla vigilanza sugli assetti di controllo interno: contenuti e oggetto delle comunicazioni in entrata e in uscita, verbalizzazione, follow up e periodicità non sono dettagli “procedurali”, ma leve che rendono il sistema dimostrabile, difendibile e realmente utile. Nel perimetro rientrano anche le segnalazioni whistleblowing e i flussi informativi dal gestore delle segnalazioni, oltre alle conseguenze che possono derivare da omissioni o ritardi nella comunicazione. Lo sguardo, infine, si allarga alle attese evoluzioni normative, richiamando anche il disegno di legge n. 2632/2025, per comprendere in che direzione si sta muovendo la disciplina e come prepararsi in modo coerente.

Questo è il valore della formazione ADCEC: non limitarsi a “ripassare” i concetti, ma portarli nel punto in cui diventano metodo di lavoro, scelte operative, presidio del rischio e qualità della governance. Ed è qui che la community conta davvero: perché crescere su temi come MOG, OdV e Collegio Sindacale significa condividere linguaggi e standard tra colleghi, consolidare una cultura professionale comune e trasformare l’aggiornamento in un vantaggio competitivo, per i singoli e per il sistema Triveneto.

News precedente
L’Intelligenza Artificiale a supporto dell’attività professionale: una giornata tra regole, dati e applicazioni pratiche
News successiva
MOG 231, flussi informativi e controlli: il Triveneto ha fatto un salto di qualità

Prossimi eventi formativi