L’intelligenza artificiale non è più soltanto una tecnologia che risponde alle domande. Sta diventando uno strumento capace di analizzare dati, interagire con i software ed eseguire attività. Ma il vero salto di qualità non è nella macchina: è nella capacità del professionista di governarla.

È questo il messaggio emerso dal seminario “Sistemi AI per la professione aumentata del commercialista”, organizzato il 29 ottobre da ADCEC Tre Venezie in collaborazione con l’ODCEC di Belluno, con il contributo del partner Sistemi S.p.A.
Un pomeriggio che ha portato l’intelligenza artificiale fuori dal terreno delle promesse, per esplorarne architetture, applicazioni concrete e implicazioni per il futuro degli studi professionali.
Ad aprire i lavori, Stefano Perelli, consigliere ADCEC Tre Venezie, e Giuseppe Da Pian, presidente dell’ODCEC di Belluno.
Dall’AI che risponde all’AI che lavora
Vittorio Di Tomaso, esperto di Data & AI di JAKALA e presidente del Gruppo Digital Technologies dell’Unione Industriali di Torino, ha accompagnato i partecipanti dentro l’evoluzione dell’intelligenza artificiale: dai modelli linguistici agli assistenti specializzati, fino ai sistemi agentici capaci di utilizzare strumenti esterni e coordinare attività complesse.
Al centro, una distinzione fondamentale: la capacità di generare una risposta non coincide con l’affidabilità del risultato.
Modelli linguistici, sistemi RAG (Retrieval-Augmented Generation), utilizzo di API e function calling, orchestrazione multi-agente: tecnologie che stanno trasformando il software da semplice applicativo a sistema capace di collaborare all’esecuzione dei processi.
La domanda, per il commercialista, cambia prospettiva: non soltanto «che cosa può fare l’AI?», ma «quale parte del lavoro possiamo delegarle senza perdere il controllo?».
Meno operazioni ripetitive, più spazio per l’analisi
Dalla visione tecnologica alle applicazioni già operative.
Olindo Giamberardini, responsabile marketing di prodotto di Sistemi S.p.A., ha illustrato casi d’uso concreti dell’intelligenza artificiale integrata nei software professionali: riclassificazione dei bilanci, riconciliazione dei movimenti bancari, contabilizzazione delle fatture elettroniche, estrazione di informazioni dai documenti e supporto alla redazione dei bilanci di sostenibilità.
Numeri che raccontano una trasformazione già in corso: secondo i dati presentati da Sistemi, negli ultimi dodici mesi sono stati 35 milioni i movimenti bancari processati con AI e 15 milioni le registrazioni derivanti dalla contabilizzazione di fatture passive con AI.
Spazio anche alla Business Intelligence, all’analisi finanziaria e alle nuove interfacce conversazionali, attraverso le quali sarà sempre più possibile interrogare dati aziendali, richiedere elaborazioni e attivare funzionalità direttamente in linguaggio naturale.
Il risultato? Meno tempo assorbito dalle operazioni ripetitive e maggiori possibilità di concentrarsi su controllo di gestione, interpretazione dei dati e consulenza alle imprese.
Privacy, responsabilità e competenze: il valore resta umano
L’innovazione, però, non può prescindere dal governo dei rischi.
Il seminario ha affrontato anche la protezione dei dati, il GDPR, l’informativa alla clientela e l’adeguamento dei mandati professionali all’utilizzo di strumenti AI.
Un principio ha attraversato gli interventi: l’intelligenza artificiale produce risultati che devono essere verificati, integrati e, quando necessario, corretti.
Il controllo umano non è un passaggio accessorio. È parte integrante della qualità della prestazione professionale.
E c’è un’ulteriore sfida: ripensare l’organizzazione degli studi e la formazione delle nuove generazioni. Se alcune attività vengono automatizzate, occorre preservare e sviluppare i percorsi attraverso i quali si acquisiscono esperienza, capacità di analisi e giudizio professionale.
La professione aumentata non è quella che rinuncia alle proprie competenze, ma quella che impara a moltiplicarne l’efficacia attraverso la tecnologia.
ADCEC Tre Venezie: capire il cambiamento per guidarlo
Il confronto con Vittorio Di Tomaso e Olindo Giamberardini ha restituito una prospettiva concreta: l’AI non è una soluzione magica, ma una competenza da costruire attraverso conoscenza, sperimentazione, metodo e formazione continua.
Un ringraziamento ai relatori per la qualità degli approfondimenti, all’ODCEC di Belluno per la collaborazione e a Sistemi S.p.A., partner dell’iniziativa, per aver condiviso esperienze, strumenti e applicazioni reali.
È anche questo lo spirito della formazione ADCEC Tre Venezie: andare oltre l’aggiornamento, intercettare le trasformazioni che contano e offrire ai commercialisti gli strumenti per affrontarle da protagonisti.
Perché il futuro della professione non si aspetta. Si comprende, si sperimenta e si costruisce.
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