A Venezia: una visita culturale tra leggende, calli nascoste e spirito di comunità

Una Venezia meno conosciuta, più silenziosa e misteriosa, ha accolto gli associati ADCEC Tre Venezie per la Visita Culturale del Triveneto del 12 giugno 2026. Guidati da Alberto Toso Fei lungo il Sestiere di Cannaregio, i partecipanti hanno attraversato calli, corti, ponti e luoghi carichi di memoria, scoprendo racconti di viaggiatori, naufragi, leggende popolari e personaggi dimenticati. Un’esperienza culturale intensa, ma anche un’occasione preziosa per ritrovarsi, fare networking e rafforzare il senso di comunità tra i commercialisti del Triveneto.

C’è una Venezia che tutti conoscono. E poi c’è una Venezia più silenziosa, laterale, misteriosa. Una città che non si concede al primo sguardo, ma che si rivela passo dopo passo, attraversando corti appartate, calli strette, ponti antichi, muri incisi, leggende tramandate e storie quasi dimenticate.

È questa la Venezia che gli associati ADCEC Tre Venezie hanno scoperto il 12 giugno 2026, in occasione della Visita Culturale del Triveneto guidata da Alberto Toso Fei, scrittore e profondo conoscitore dell’anima più nascosta della città.

Una giornata pensata non solo come momento culturale, ma come occasione per ritrovarsi, fare gruppo, condividere tempo di qualità e rafforzare quel senso di comunità professionale che rappresenta uno dei valori più importanti dell’Associazione.

Cannaregio, il sestiere che racconta

Il percorso si è sviluppato lungo il Sestiere di Cannaregio, in una Venezia lontana dagli itinerari più consueti. Fin dalle prime tappe, a partire da Corte Bressana, il racconto ha portato le persone partecipanti dentro un universo popolato da mestieri antichi, figure popolari, viaggiatori, naufragi, leggende e personaggi sospesi tra storia e memoria.

Con Alberto Toso Fei, ogni luogo ha smesso di essere un semplice punto sulla mappa per diventare racconto. Una pietra, un graffito, una statua, una corte o un ponte hanno restituito il senso di una città costruita non solo sull’acqua, ma anche sulle voci di chi l’ha abitata, attraversata, temuta, amata.

Particolarmente suggestive le storie legate alla Venezia più severa e teatrale: dalla cosiddetta casa del boia in Calle della Testa alle antiche pratiche pubbliche di punizione, fino ai segni lasciati sui muri da marinai, viandanti e persone comuni. Tracce minime, ma potenti, capaci di raccontare il passaggio di vite apparentemente minori eppure fondamentali nella grande trama urbana veneziana.

Viaggi, naufragi e rotte lontane

La visita ha poi aperto una finestra sulla vocazione internazionale di Venezia, città di mercanti, esploratori e navigatori. Sono emerse le storie dei viaggi verso Capo Verde, delle rotte di Caboto alla ricerca del passaggio a nord-ovest, del naufragio di Piero Querini e dell’arrivo dello stoccafisso nella tradizione veneta.

Racconti che hanno restituito l’immagine di una Venezia connessa al mondo, capace di trasformare il viaggio in conoscenza, il rischio in esperienza, l’incontro con altre culture in identità.

Tra le tappe più emozionanti anche il Ponte Chiodo, ultimo ponte veneziano senza parapetto, memoria concreta di una città antica, ancora visibile nei suoi dettagli più autentici.

La città delle leggende

Non potevano mancare le leggende, elemento distintivo della narrazione di Alberto Toso Fei. Dal gatto nero legato al ponte del diavolo di Torcello al fantasma del Vecchio Rabbino nel Ghetto Ebraico, la visita ha mostrato quanto Venezia sia fatta anche di paure collettive, superstizioni, racconti popolari e immaginazione.

Il percorso ha toccato anche la dimensione artistica e umana della città, con il ricordo di Marietta, figlia di Tintoretto, figura delicata e intensa, e con le statue dei Mori, presenze scolpite che sembrano ancora osservare chi attraversa Cannaregio, custodi silenziose di storie di commercio, Oriente e incontri tra culture.

Una giornata per ritrovarsi

La Visita Culturale del Triveneto è stata molto più di una gita. È stata un’esperienza condivisa, un modo diverso per vivere l’Associazione, fuori dalle aule formative e dagli appuntamenti istituzionali, ma dentro la stessa idea di fondo: creare relazioni, alimentare il confronto, far crescere una comunità professionale coesa.

Per ADCEC Tre Venezie, anche questi momenti hanno un valore fondamentale. Perché la formazione costruisce competenze, ma sono le occasioni di incontro, conoscenza e partecipazione a rafforzare il senso di appartenenza.

A Venezia, lungo le calli di Cannaregio, gli associati hanno camminato insieme dentro la storia. E, ancora una volta, hanno sperimentato il valore di far parte di una rete triveneta viva, curiosa, aperta e capace di trasformare ogni appuntamento in un’occasione di relazione.

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