Da SPID e CIE ai nuovi Wallet europei: il webinar ADCEC Tre Venezie ha approfondito strumenti, responsabilità e scenari evolutivi dell’identità digitale. Con un messaggio chiaro: la tecnologia semplifica i processi, ma sono competenze, organizzazione e controllo a fare la differenza.

Identificarsi, autenticarsi, essere autorizzati ad agire. Sembrano passaggi equivalenti, ma non lo sono. E per uno studio professionale conoscere le differenze significa operare con maggiore sicurezza, tutelare i clienti e gestire correttamente responsabilità e deleghe.
È da questa distinzione fondamentale che ha preso le mosse il webinar “La gestione dell’identità digitale: SPID, CIE, CNS e Wallet”, organizzato il 19 ottobre da ADCEC Tre Venezie, in collaborazione con l’ODCEC di Belluno e con il supporto del partner Namirial.
A guidare l’approfondimento sono stati Marco Leonetti e Sergio Maniscalco, che hanno accompagnato i partecipanti in un percorso tecnico e operativo dedicato a un tema sempre più presente nell’attività quotidiana dei commercialisti: dagli accessi ai servizi della Pubblica Amministrazione alla governance digitale degli studi, fino all’evoluzione dei rapporti tra professionisti, imprese e istituzioni.
SPID, CIE e CNS: strumenti diversi, responsabilità precise
Il percorso formativo ha analizzato il quadro normativo nazionale ed europeo, dal Codice dell’Amministrazione Digitale al Regolamento eIDAS 2, per entrare nel funzionamento dei principali sistemi di identità digitale.
SPID, Carta d’Identità Elettronica e Carta Nazionale dei Servizi sono strumenti complementari, ma non sempre intercambiabili. Differiscono per architettura tecnologica, modalità di autenticazione, livelli di garanzia e possibilità di utilizzo nei diversi servizi.
Particolare attenzione è stata dedicata all’impiego professionale delle credenziali e a una distinzione spesso sottovalutata: l’identità digitale certifica chi accede, ma non attribuisce automaticamente il potere di agire per conto di un cliente.
Una precisazione che assume particolare rilevanza nell’utilizzo dei servizi di Agenzia delle Entrate, Agenzia delle entrate-Riscossione, INPS, INAIL e Registro delle Imprese.
Deleghe e sicurezza: la vera sfida è organizzativa
Tra i passaggi di maggiore interesse operativo, l’analisi della delega unica ai servizi fiscali, delle procedure di conferimento, attivazione, conservazione, monitoraggio e revoca.
Ma gestire correttamente l’identità digitale significa anche ripensare alcuni processi interni allo studio.
Inventariare credenziali e certificati, mantenere aggiornato il registro delle deleghe, attribuire accessi nominativi, verificare le autorizzazioni, prevenire il phishing e gestire tempestivamente le revoche: sono attività che contribuiscono alla sicurezza delle informazioni e alla continuità operativa.
Il webinar ha approfondito anche le responsabilità connesse al GDPR, alla tracciabilità degli accessi e alla protezione dei dati, evidenziando come la sicurezza digitale non sia soltanto una questione informatica, ma una componente della governance dello studio professionale.
Il futuro è nel Wallet: dall’identità agli attributi verificabili
Lo sguardo si è poi spostato sulle prospettive aperte dall’European Digital Identity Wallet (EUDI Wallet) e dal sistema italiano IT-Wallet.
La novità non riguarda semplicemente un nuovo strumento per accedere ai servizi online. Il modello Wallet introduce la possibilità di gestire e presentare attestazioni elettroniche verificabili, condividendo selettivamente le informazioni necessarie.
Qualifiche professionali, iscrizioni, attributi e abilitazioni potranno assumere un ruolo sempre più importante negli ecosistemi digitali, nel rispetto delle regole di emissione, verifica e validità.
Per i commercialisti si aprono prospettive interessanti, ma anche nuove esigenze di verifica dei poteri, interoperabilità dei sistemi, protezione dei dati e gestione delle responsabilità.
L’approfondimento ha consentito di esaminare anche l’esperienza IT-Wallet di Namirial per i commercialisti, collegando l’evoluzione normativa alle soluzioni tecnologiche rivolte al mondo professionale.
Comprendere l’innovazione per governarla
Il confronto ha restituito un’indicazione precisa: la trasformazione digitale dello studio non si esaurisce nell’adozione di nuovi strumenti. Richiede consapevolezza normativa, competenze tecnologiche e capacità organizzativa.
Un ringraziamento a Marco Leonetti e Sergio Maniscalco per la qualità e la concretezza dei contributi, a Stefano Perelli, Consigliere ADCEC Tre Venezie, e a Giuseppe Da Pian, Presidente dell’ODCEC di Belluno, per l’apertura dei lavori, all’Ordine di Belluno per la collaborazione e a Namirial per il supporto all’iniziativa.
Anticipare i cambiamenti, approfondirne le implicazioni e trasformarli in strumenti di lavoro: è questo il valore della formazione ADCEC Tre Venezie. Una formazione che va oltre l’aggiornamento normativo, mette in relazione competenze e innovazione e accompagna i commercialisti nell’evoluzione della professione.
Perché il futuro della professione non si aspetta. Si comprende, si prepara e si governa.
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