ESG, credito e filiere: la sostenibilità delle PMI apre nuove opportunità per i commercialisti

Concluso il Master del Triveneto sulla rendicontazione di sostenibilità, promosso da ADCEC Tre Venezie in collaborazione con l’ODCEC di Venezia. Due incontri, sei ore di approfondimento e 35 partecipanti per affrontare le novità normative europee, conoscere gli strumenti operativi e sviluppare nuovi servizi di consulenza alle imprese.

La sostenibilità non è più soltanto una questione di obblighi normativi. È sempre più una richiesta concreta che arriva dalle banche, dai clienti, dalle filiere produttive e dal mercato. E per le piccole e medie imprese, anche quando la rendicontazione non è obbligatoria, saper raccogliere, interpretare e comunicare le informazioni ESG può fare la differenza nell’accesso al credito, nelle relazioni commerciali e nella capacità di competere.

È questo il filo conduttore del Master del Triveneto “Rendicontazione di sostenibilità per le PMI: il ruolo del commercialista”, che si è svolto online il 14 e il 21 ottobre 2026, coinvolgendo 35 partecipanti in un percorso di formazione specialistica promosso da ADCEC Tre Venezie, in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia.

Ad aprire il percorso i saluti istituzionali di Camilla Menini, Presidente ADCEC Tre Venezie, e Sebastiano Lenarda, Vicepresidente dell’ODCEC di Venezia. L’introduzione e il coordinamento delle due giornate sono stati affidati a Valentina Dal Maso, Consigliera ADCEC Tre Venezie e dell’ODCEC di Vicenza.

Dalle novità europee allo Standard Volontario: conoscere le regole per orientare le imprese

Quale standard utilizzare per una PMI? Quali informazioni raccogliere? Come distinguere ciò che è richiesto dalla normativa da ciò che serve realmente a banche e clienti?

A queste domande ha risposto Alessandro Lai, Professore ordinario di Economia aziendale all’Università degli Studi di Verona, Presidente della Fondazione Organismo Italiano di Business Reporting e Chair del Sustainability Reporting Committee della European Accounting Association.

Un approfondimento particolarmente attuale, che ha ricostruito l’evoluzione della disciplina europea dalla CSRD agli interventi di semplificazione del pacchetto Omnibus, fino alle novità introdotte nel 2026.

Al centro delle lezioni lo Standard Volontario di rendicontazione (VS), con l’analisi puntuale del modulo Base e del modulo Onnicomprensivo, delle informazioni richieste e dei criteri per individuare il percorso più adeguato alle caratteristiche e alle dimensioni delle imprese.

Ampio spazio è stato dedicato anche al nuovo quadro normativo sul limite delle richieste informative lungo la catena del valore (Value Chain Cap), un tema di particolare interesse per le PMI che operano come fornitori di grandi imprese.

Non soltanto teoria: sono stati illustrati anche gli strumenti digitali messi a disposizione da EFRAG, dal template per la rendicontazione alla tassonomia XBRL, fino alle guide operative e ai calcolatori delle emissioni di gas serra.

Quando l’ESG incontra il credito, la governance e le operazioni straordinarie

Se la rendicontazione volontaria è uno strumento, il suo valore emerge soprattutto nell’utilizzo delle informazioni raccolte.

È la prospettiva sviluppata da Sara Pelucchi, Presidente della Commissione Sostenibilità dell’ODCEC di Lecco e componente della Community EFRAG dedicata agli standard volontari.

Il percorso ha affrontato il passaggio dal bilancio civilistico alla lettura integrata delle performance economiche, finanziarie, ambientali, sociali e di governance, evidenziando le connessioni tra sostenibilità, continuità aziendale, gestione dei rischi e adeguati assetti organizzativi.

Particolarmente operativo l’approfondimento sul rapporto tra PMI e sistema bancario: dalle linee guida EBA sui rischi ESG al documento Dialogo di sostenibilità tra PMI e banche, con l’analisi delle informazioni utili per strutturare un fascicolo ESG a supporto delle richieste di finanziamento.

Un altro passaggio ha riguardato le filiere produttive. Le richieste di informazioni sulla sostenibilità possono infatti incidere sulla qualificazione dei fornitori e sulle relazioni con i committenti. Attraverso esempi aziendali, tra cui il caso Andriani, sono state esaminate modalità concrete di rendicontazione della catena del valore, gestione dei fornitori e monitoraggio delle performance.

Non meno rilevante il focus sulla due diligence ESG nelle operazioni di acquisizione e cessione d’impresa, con l’analisi dei rischi ambientali, sociali e di governance che possono influire sulla valutazione aziendale, sulle passività potenziali e sulle condizioni delle operazioni.

Temi che aprono spazi professionali nell’advisory, nella gestione dei rischi, nel reporting, nel supporto alla governance e nei processi di controllo.

VENEXUS: dalla sostenibilità al valore condiviso per il territorio

A completare il percorso, Valentina Dal Maso ha presentato VENEXUS, l’ecosistema digitale promosso dalla Regione Veneto nell’ambito della Legge regionale 10/2024, dedicato allo sviluppo di progetti ESG a beneficio comune attraverso partnership tra soggetti pubblici e privati.

L’approfondimento ha illustrato il funzionamento della piattaforma, i registri dedicati alle imprese ESG e alle Società Benefit e le opportunità di collaborazione territoriale.

Una prospettiva che valorizza ulteriormente il contributo del commercialista: dalla qualificazione delle imprese alla misurazione dell’impatto, dalla rendicontazione alla consulenza strategica per lo sviluppo di progetti capaci di generare valore economico, sociale e ambientale.

Nuove competenze per una professione che evolve

Le due giornate hanno offerto ai 35 partecipanti molto più di un aggiornamento normativo: un insieme di strumenti, riferimenti tecnici, esempi aziendali e chiavi di lettura da trasferire nell’attività professionale e nel confronto con le imprese.

Il messaggio emerso è chiaro: anche quando la rendicontazione di sostenibilità è volontaria, le informazioni ESG stanno assumendo un ruolo sempre più significativo nei processi decisionali delle imprese e nelle relazioni con il mercato.

Per i commercialisti significa poter mettere a disposizione competenze che integrano analisi economico-finanziaria, conoscenza dell’organizzazione aziendale, gestione dei rischi e visione strategica.

Per ADCEC Tre Venezie, il Master conferma il valore di una formazione specialistica che non si limita a illustrare le novità, ma accompagna concretamente l’evoluzione della professione. Perché conoscere gli standard è importante. Saperli trasformare in strumenti utili alle imprese è ciò che fa la differenza.

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ADCEC Tre Venezie: 35 anni di storia. E una storia ancora tutta da scrivere.

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